Il
difetto principale di tutte le grammatiche
della lingua italiana non sta solo nella
loro astrattezza tecnicistica, simile a
quella dei manuali di matematica, ma anche
nel fatto che i loro autori, dopo aver
spiegato una determinata regola, si
preoccupano di offrire molti esempi per
dimostrarne la validità, senza rendersi
conto che ciò non invoglia lo studente a
fare ricerche in proprio.
L'apprendimento scolastico, nei manuali di
grammatica (e non solo di questa
disciplina), è generalmente impostato in
maniera nozionistica: lo studente è tenuto a
imparare più o meno a memoria quante più
nozioni possibili, per poi ripeterle più o
meno meccanicamente.
In questa metodologia non c'è un invito a
fare delle "ricerche personali", che sono
poi quelle che in ultima istanza permettono
davvero di memorizzare le regole, anche per
un tempo indefinito.
Questo non vuol dire che nelle grammatiche
non ci dovrebbero essere "innumerevoli
esempi", ma, semplicemente, che questi
esempi dovrebbero fare parte del "corredo"
dell'insegnante, non dello studente.
A scuola e nella vita in generale ciò che
più importa non è tanto la quantità di
nozioni assimilate, quanto piuttosto il
metodo con cui lo si fa, e quello
principale, che rende interessante ogni
cosa, è il gusto della ricerca personale.
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