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Nelle scorse settimane abbiamo parlato di
'student retention' e dell'irrinunciabile ruolo della motivazione,
per stimolare le persone a portare a termine un percorso e
farlo nel miglior modo possibile. Ma quali sono gli elementi che favoriscono la motivazione di
un utente? Quali sono le chiavi dell'attivazione dell'attenzione che una persona può, e vuole, utilizzare
in un dato momento? Dedichiamoci ad alcuni fondamenti delle strategie cognitive,
particolarmente rilevanti nella fase dell'apprendimento.
GLI ACCENTI EMOTIVI
Goleman a metà degli anni '90 rilancia l'importanza e la
necessità di un nuovo tipo di abilità, l' "intelligenza
emotiva" (emotional intelligence), direttamente
riconducibile allo sviluppo di attitudini naturali verso
un "cuore umano". L'esigenza di formulare una simile
strategia nasce in Goleman per il crescente ed esasperato
senso di competizione ed isolamento che caratterizza
l'attuale mondo lavorativo.
L'apprendimento emozionale, afferma, va ripensato, a
partire dal ruolo del docente; bisogna sintonizzarsi
non solo su ciò che il discente vuole, ma anche su ciò
che prova. Il 'repertorio emozionale' del target cui il
progetto formativo si rivolge diventa allora come un
pentagramma musicale, che il direttore d'orchestra
deve leggere ed interpretare.
IL RUOLO DELLE EMOZIONI
Ogni emozione gioca, infatti, un ruolo diverso e può dare
un proprio contributo all'apprendimento; la fisiologia
ci può aiutare a capire come diversi tipologie di emozione
preparano il nostro corpo a differenti reazioni.
Vediamole:
- RABBIA, COLLERA: fa aumentare la pressione sanguigna,
anche nella mani, facilitando azioni come colpire un nemico,
per esempio. La produzione di ormoni, come l'adrenalina,
aumentano l'energia predisponendo ad una vigorosa performance.
- PAURA: il sangue tende a defluire verso i muscoli
scheletrici, come quelli delle gambe, predisponendo
alla fuga. I centri nervosi del cervello attivano gli
ormoni prodotti verso lo stato d'allerta, per prepararsi
ad agire. È molto probabile una momentanea 'paralisi',
nella quale l'attenzione è concentrata sulla minaccia
immediata, per calcolare meglio la reazione necessaria
(combattere o fuggire?).
- GIOIA: causa una delle principali alterazioni biologiche.
L'attività cerebrale è attivata e impegnata a tenere a
bada pensieri negativi; nonostante non si verifichino
particolari alterazioni fisiologiche, il senso di
tranquillità che ne deriva stimola il rilassamento,
l'energia, l'entusiasmo per il raggiungimento di
qualsiasi scopo.
- AMORE: inteso anche come affetto e soddisfazione,
implica stimolazione parasimpatica, l'opposto fisiologico
della paura, che tende a paralizzare. Lo standard
parasimpatico, anche chiamato 'relaxation response',
è un insieme di reazioni che interessano tutto il corpo,
generando calma e soddisfazione, facilitando il recupero.
- SORPRESA: le sopracciglia si sollevano, allargando lo
spettro visivo, aumentando la quantità di luce che
raggiunge la retina. Questo ci permette di assorbire
più informazioni o eventi inaspettati, facilitando una
percezione accurata di ciò che sta accadendo, e di
elaborare il miglior piano d'azione.
- RIGETTO/RIFIUTO: lo si prova per qualcosa di disgustoso,
realmente o metaforicamente parlando; Darwin aveva
ragione quando asseriva che l'espressione facciale tipica
di questa emozione ha lo scopo di coprire narici per
evitare odori sgradevoli o sputare cibo avariato.
- TRISTEZZA: è una reazione a grandi dolori, perdite,
delusioni. La conseguenza è una perdita di energia ed
entusiasmo, anche verso le attività piacevoli. Quando
la tristezza aumenta fino ai livelli della depressione,
il metabolismo è rallentato.
Lo spettro delle emozioni individuate da Goleman,
suggerisce la presenza di momenti e situazioni
particolarmente favorevoli a un apprendimento più efficace.
Una metodologia formativa che generi una sensazione di
felicità, o al peggio, rispetti momenti di tristezza o
rabbia, offrirà migliori opportunità di formare nuove
strutture mentali e mettere in relazione efficacemente
le competenze acquisite.
L'INTELLIGENZA EMOTIVA
Per concludere questa veloce citazione a Goleman
possiamo infine riportare quelle che sono state da lui
individuate come le cinque più importanti capacità che
compongono l'intelligenza emotiva:
1. Precisa consapevolezza delle proprie emozioni, nel
momento in cui si vivono.
2. Gestione delle emozioni, perché siano sempre adeguate
alla situazione.
3. Supporto da parte delle emozioni alla motivazione, per
il raggiungimento di un obiettivo.
4. Empatia e comprensione per le emozioni altrui.
5. Capacità di interagire con gli altri, per ottimizzare
il lavoro di squadra.
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