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Riforma e corsi DM 61: dopo Bellaria

Preceduto dal corso riservato ai Dirigenti Scolastici (10/12), si è concluso a Bellaria il Seminario residenziale regionale per i tutor della formazione alla riforma (13/15 maggio). 

Il calendario (leggi programma) di tutto rispetto, prevedeva l'introduzione del direttore generale regionale Lucrezia Stellacci, assente per impegni improrogabili. 
Dai relatori si attendevano principalmente tre tipi di risposte:
1-la riforma: quali prospettive per settembre?
2-formazione: il ruolo dell'e-tutor nella formazione e-learning in questa specifica situazione
3-Corsi DM 61: aspetti tecnici e chiarimenti

Relativamente al primo punto (Innovazioni culturali e organizzative nel D.L.vo 59/2004 - Giancarlo Cerini, dirigente tecnico dell’USR ER /La progettazione dell’attività didattica nelle Indicazioni Nazionali: alcune sottolineature - Luciano Lelli, dirigente tecnico dell’USR ER / I documenti culturali della riforma: una ricostruzione storica ed epistemologica, Le Indicazioni alla “moviola” - Ermanno Puricelli, dirigente scolastico, Gruppo di ricerca sulla riforma – Università di Bergamo), l'aspetto fondamentale, ripetutamente emerso, è stato il giusto atteggiamento con il quale il docente deve affrontare la riforma: "occorre per forza amare la riforma Moratti per realizzarla al meglio?". Dalla risposta conseguente occorre quindi separare l'aspetto ideologico da quello epistemologico, saper distinguere tra area sindacale e istituzionale ("il collegio docenti non è un piccolo parlamento che sottoscrive documenti legislativi ma una comunità di professionisti che adempie, seppur nella completa autonomia, alle disposizioni che ne governano l'attività"). 
I contenuti dei vari interventi saranno al piu' presto messi a disposizione in rete (promessa dei responsabili) e altrettanto linkati da scuolidea, considerando l'importanza degli stessi non solo a livello regionale.
Non sono comunque bastate le ottime prospettive esposte dagli esperti presenti, il piu' delle volte eccellenti e originali, per dissipare il dubbio prevalente condiviso dalla maggioranza dei partecipanti: "basteranno queste confortevoli e forbite teorie, propinate con tanta sicurezza realizzativa, a garantirci la continuità qualitativa alla quale la scuola elementare, ora primaria, si stava abituando? Qualità scolastica come risultato della ricerca, dell'impegno e del continuo aggiornamento in progress dei suoi operatori? Sarà possibile scindere l'essere (teorie perfettamente scorrevoli) dall'avere (notevole ridimensionamento d'organico, annullamento delle compresenze, e altro)? 
Il dubbio è rimasto e unica via per una possibile dissipazione è attendere:  lo scopriremo solo vivendo (lavorandoci).

Punto due
: il ruolo dell'e-tutor nella formazione e-learning in questa specifica situazione (Funzione del tutor nella formazione in presenza Ivana Summa, dirigente scolastica del liceo classico Minghetti di Bologna / E-learning e formazione docenti Guglielmo Trentin, Istituto per le Tecnologie Didattiche – CNR Genova / L’e-tutor nell’e-learning integrato
Giovanni Biondi, direttore dell’INDIRE)

E' stato messo in risalto il ruolo della formazione e-learning ricorrendo spesso alle teorie del costruttivismo, del collaborazionismo e del media education. Fondamentale la figura dell'e-tutor (da non confondersi con il tutor) come punto di riferimento e guida. Inutile sarebbe dilungarci sugli assiomi contemplati in quanto molti colleghi, corsisti fortic A e B, hanno avuto modo di metabolizzarne le teorie  (per chi ne fosse a digiuno consigliamo
| http://www.scuolidea.it/didattika/corsob2003.htm |).
Considerazione: l'e-learning è un ottimo strumento di formazione in quanto, tra l'altro, produce un risparmio notevole di erogazione del servizio rispetto al metodo tradizionale ma con un grave carico di lavoro e spese (bolletta telefonica ed altro) sostenuta dall'e-tutor e dai corsisti. Risposta: nel prossimo contratto di lavoro si terrà conto anche di questo.

Punto tre: Corsi DM 61: aspetti tecnici e chiarimenti
I corsi ufficiali inizieranno il 3 novembre. I due già disponibili (informatica e Inglese) dovranno terminare a ottobre e sono propedeutici. Personalmente ho chiesto a Giovanni Biondi di sciogliermi il famoso dubbio derivato dalla C.M. 59: il tutor - non l'e-tutor, lo sottolineo perchè anche illustri esperti nazionali spesso confondono) dovrà essere in possesso dello specifico percorso formativo! Quale?
Risposta: quello di novembre 2004 (sostegno ai processi di innovazione).
Ridomanda: allora che fine faranno i frequentanti degli altri due corsi (informatica e Inglese)? Saranno inesorabilmente destinati ai laboratori?
Nessuna risposta.
Ecco perchè spiegarsi la misteriosa buona volontà di molti colleghi che si sono iscritti a ben due corsi...
Saranno comunque riaperte le iscrizioni dal 15 giugno al 15 luglio: solo 120.000  docenti  su un totale di 250.000 risultano infatti attualmente iscritti. Durante tale periodo potranno iscriversi anche insegnanti della scuola dell'Infanzia e della secondaria di primo grado.

Dai Gruppi di lavoro (simulazione di situazioni di formazione in presenza) dei tutor partecipanti nonostante la mancanza di strumentazione tecnologica, sono scaturiti gli aspetti piu' interessanti (1. Dalle “Unità di apprendimento” ai “Piani di studio personalizzati” coordinatrice: Rosanna Rinaldi 2. L’équipe pedagogica e il docente con funzioni tutoriali  3. Il “Portfolio delle competenze” come strumento di documentazione, orientamento, valutazione 4. La didattica laboratoriale: esperienze a confronto (coordinatore: Chiara Brescianini  5. Itinerari di alfabetizzazione informatica coordinatore:Walter Casamenti 6. L’alfabetizzazione alla lingua inglese nel primo biennio coordinatrice: Iole Matassoni Coordinamento tecnico e reporting: Dario Ghelfi, Laura Gianferrari, Luigi Ughetti):  il punto della situazione, il confronto delle varie realtà della regione e i percorsi sperimentati da condividere. Peccato che a questa attività (egregiamente coordinata dai responsabili Luigi Ughetti e Laura Gianferrari), alla luce dei risultati emersi, sia stato destinato uno spazio di breve durata, non certamente proporzionale all'utilità pratica dimostrata. 

Sintesi dei risultati:

1-Posizione sul ruolo del tutor riforma: La maggior parte degli istituti rappresentati ha scelto i criteri per la sua identificazione (titoli, anzianità, continuità). Segue a distanza la posizione di quei collegi docenti che restano in attesa.... L'idea di contitolarità occupa soltanto la terza posizione.
2-Nell'area tecnologica molti colleghi sono ancora impiegati su progetto (con la compresenza dell'ins. titolare) 
3-Dubbio: se questi corsi (Informatica e Inglese) saranno seguiti a partire dal 3 novembre da altri speculari (modifica piattaforma e contenuti ma continuità di obiettivi) perché farli in un periodo denso di impegni improrogabili (maggio-giugno e settembre)?
4-Alcuni e-tutors esprimono il loro disagio nel muoversi all'interno del verticismo con i quali sono organizzati i corsi Indire: tutto gravita sul direttore del corso che coincide con un dirigente (spesso troppo impegnati)... Proposta:
maggior coinvolgimento di responsabilità e conseguente maggior libertà d'azione e di movimento per l'e-tutor. 

Il tutto si conclude in un sabato di maggio in cui il sole splende alto nel cielo azzurro e i primi turisti arrivano ad occupare i primi lettini. Persino il mare, lento e pigro sembra sussurrare: " e... Al pio e-tutor augurio di più sereno dì..." (e-Foscolo)

Per la redazione
Valerio Pedrelli

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