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I Maya dettero vita, prima dell'arrivo degli spagnoli, alla più evoluta e famosa civiltà americana. Non conoscevano la ruota né il ferro; in compenso avevano elaborato un complesso sistema di calcolo ed un perfezionato calendario, grazie ai progressi da loro compiuti in astronomia; inoltre possedevano una scrittura geroglifica che resta tuttora indecifrata ed erano abilissimi artisti della ceramica e architetti. Dal 320 (corrispondente alla prima ceramica datata) si fa incominciare l'era classica o antico impero che si è protratta fino al 987. È questa l'età della grande ceramica Maya, della diffusione della loro civiltà dal primitivo nucleo situato nell'odierno Guatemala dapprima verso Yucatàn e verso il Pacifico, poi verso il resto dell'America centrale; tale diffusione fu anche la conseguenza dell'attività commerciale dei popoli Maya e della loro abilità di navigatori.
I Maya dell'età classica restarono per la maggioranza agricoltori seminomadi, abituati a grandi migrazioni, di cui non si è trovata spiegazione. Verso il 1000 inizia l'era del secondo impero caratterizzata dall'invasione dei Toltechi. In questo periodo vi fu una concentrazione di tribù Maya nella parte settentrionale dello Yucatàn. Si ignorano le cause di questa concentrazione che portò i Maya a contatto diretto coi Toltechi. Questi ultimi erano abili nella tessitura, avevano un calendario, componevano rebus e fabbricavano la carta; mantennero anche relazioni commerciali con i Maya degli altipiani. Verso la metà del 1400 inizio per i Maya un periodo di decadenza, segnato dall'abbandono di molte città e calamità naturali che decimarono le popolazioni, cui si aggiungevano dal 1523 le distruzioni e gli stermini degli spagnoli. Le narrazioni dei conquistatori spagnoli sono tuttora la principale fonte scritta su cui è possibile ricostruire i tratti principali di una civiltà che ha meritato ai Maya la definizione di Greci d'America. |
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