AMERICA

GLI INDIANI D'AMERICA

Chi sono gli Indiani?

Sbagliando, li hanno chiamati indiani e pellirosse. Loro si definiscono orgogliosamente " i veri americani". 
A chiamarli indiani fu per primo Cristoforo Colombo che, sbarcato il 18 ottobre 1942 in un' isola dei Caraibi, convinto di aver raggiunto le Indie, scrisse nel suo diario: "Appena sbarcato sull'isola ho preso prigionieri molti indiani ". 
A definirli pellirosse fu invece Giovanni Caboto che, giunto a Terranova nel 1947, incontrò i Beothue, che avevano la pelle tinta di ocra rosso, ma soltanto per le cerimonie importanti.
In realtà quelli che noi chiamiamo indiani di America, hanno la pelle bruna, di diverse tonalità, e con l'India non hanno proprio niente a che fare. Sono gli eredi di popoli antichissimi che circa 20 mila anni fa giunsero nel continente americano provenendo dall'Asia settentrionale, durante l'ultima era glaciale, quando i due continenti erano ancora uniti dal tratto di mare ghiacciato che oggi è lo Stretto di Bering.
Quindi quando Cristoforo Colombo " scoprì" l'America, il continente era abitato da millenni e proprio dall'incontro con l'uomo bianco, la vita degli indiani d'America è sconvolta. Prima dello sbarco dei conquistatori spagnoli e portoghesi, gli " indiani d'America" erano circa 10 milioni nel 1890 data della strage di Wounded Kee, nel Sud Dakota, nella quale 300 Sioux guidati da Piede Grosso furono trucidati dalla cavalleria americana e che conclude le così dette " guerre indiane ", ne sopravvivevano meno di 800 mila. 
Per quattro secoli, gli indiani d'America hanno imparato a conoscere la crudeltà dell'uomo bianco, portato a considerarli " selvaggi " senza dignità e cultura.

figura 1: ciascuno di noi ha costruito uno scudo indiano con l'animale protettore.

Gli indiani soprattutto nel secolo sorso, hanno i dovuto cedere all'avanzata dei coloni bianchi che si sono impadroniti delle loro terre, hanno cancellato i loro villaggi, massacrando donne e bambini, ridotto in schiavitù guerrieri orgogliosi e fieri, scrivendo una delle pagine più squallide e crudeli della Storia. 



"Per voi uomini bianchi noi eravamo selvaggi. Voi non avevate capito le nostre preghiere. Non avete mai cercato per una volta di capirle. Quando noi cantavamo le nostre canzoni di lode al sole, alla luna o al vento, pregavamo idoli ai vostri occhi. Senza capirci, e solo perché il nostro modo di preghiera era diverso dal vostro, ci avete condannato come anime perse. Noi vedevamo l'opera del GRANDE SPIRITO nella sua intera creazione: nel sole, nella luna, negli alberi, nei monti e nel vento.

L'indiano è convinto di abitare in un mondo in cui ogni cosa è vivente, anche i sassi e le montagne. Tutto ciò che vi è di reale e concreto e animato dalla vita. Egli vive in armonia paritetica con il mondo che lo circonda, senza cioè sentirsi Signore del Creato come avviene invece nella cultura dei bianchi". 
( BISONTE CHE CAMMINA    1871-1967 ) 

A scuola abbiamo letto il libro:  

“PELLE ROSSA” (di A. Jurgen)

In questo libro si parla di un bambino di nome George che vive nel Nord-America all’inizio del 1800.

Dal racconto sappiamo che vive in un villaggio con la sua famiglia e durante la guerra con gli Indiani viene rapito e in seguito adottato da una famiglia indiana. All’inizio lui voleva scappare perché desiderava tornare a casa sua, ma poi con il passare del tempo,conoscendo gli Indiani si affezionò a loro. Quando gli Inglesi vincono la guerra e vogliono riportare Uccello Azzurro (il nome indiano di George) dalla famiglia originaria, lui decide di scappare per tornare a vivere con gli Indiani. L’episodio che mi ha colpito di più è quello in cui George-Uccello Azzurro riesce a tornare, da solo e con molta fatica, dalla sua famiglia adottiva indiana e sua madre “Sole Di Mezzogiorno” l’accoglie felice.

Secondo me lo scrittore attraverso questa storia voleva farci conoscere le tradizioni e la storia degli Indiani d’America. Io ho capito che questo è un popolo che ha molto rispetto per la natura e per gli altri popoli della terra, ma nonostante ciò,sono stati trattati malissimo dai coloni bianchi che li combattevano e li cacciavano dalle loro terre. Il bambino protagonista del racconto,ha avuto la possibilità di conoscere da vicino gli Indiani,ha così potuto apprezzare il loro modo di vivere e la loro cultura e ha capito che chi li chiamava “cani rossi” non sapeva niente di loro,li disprezzava senza motivo e non faceva nessuno sforzo per comprenderli e ascoltarli.

Mi sembrava di sentire il cuore di George-Uccello Azzurro che soffriva per questa profonda ingiustizia.

MANDALA


Parola che significa " cerchio o centro " indica un disegno che raffigura il cosmo.
Queste figure circolari sono presenti presso tutti i popoli, fin dai tempi più antichi; in ogni cultura , il cerchio simboleggia il corso della vita.
Del resto, tante forme circolari sono ogni giorno
Davanti ai nostri occhi: il sole , la luna, gli anelli dei tronchi degli alberi…
La forma dei mandala può essere:

- semplice, a forma di fiore , diruota,
elaborata in forma geometrica

La scrittura dei mandala ha un effetto rilassante su chi colora; generalmente si procede dall'interno all'esterno scegliendo liberamente colori.


Ecco alcuni mandala degli indiani d'America colorati da noi.