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Presentato
l'esito del Progetto pilota sulla
valutazione
dell'istruzione voluto dal Ministro Moratti.
Nessun valore
statistico, ma solo sperimentale, per un
progetto che ha coinvolto
quasi tremila scuole e 314mila studenti,
disabili compresi.
ROMA - Sono stati presentati questa mattina
a Roma, nel corso di una
conferenza stampa svoltasi presso il
Ministero dell'istruzione, i
risultati del primo progetto pilota sulla
valutazione del sistema
istruzione relativo all'anno scolastico
2001-2002.
Scopo del progetto, messo a punto dal Gruppo
di lavoro dell'INValSi -
l'Istituto Nazionale di Valutazione del
Sistema Istruzione -
presieduto dal professor Giacomo Elias, è
stato quello di verificare
la capacità della rete organizzativa del
sistema di istruzione di
produrre test, somministrarli, raccoglierli
e valutarli in modo da
costituire la base informativa per il lavoro
degli operatori delle
scuole.
A partecipare, volontariamente, alla
sperimentazione voluta dal
ministro Moratti, sono state 2.832 scuole
(circa 1/3 del totale) fra
elementari superiori e medie, per un totale
di 314mila studenti
distribuiti in circa 15mila classi.
Due gli strumenti di rilevazione utilizzati:
un questionario di
sistema destinato ai gruppi dirigenti degli
istituti e due test di
apprendimento per ciascuno studente nelle
materie di italiano e
matematica.
Il ritratto di scuola che ne esce non ha,
come più volte
sottolineato, alcuna rappresentatività dal
punto di vista statistico,
ma è comunque utile a fornire alcune
indicazioni importanti che
serviranno come guida nel prossimo progetto
di valutazione che
partirà di qui a qualche mese.
Emerge innanzitutto, la volontà delle
scuole di misurarsi e mettersi
in discussione (le scuole che hanno
abbandonato il progetto in
itinere sono pochissime), seguito da un
livello di preparazione degli
studenti che decresce con l'avanzamento di
grado scolastico e che non
conosce significative differenze in
relazione all'area geografica di
provenienza o al sesso degli studenti.
L'unico dato che sembra fungere da
spartiacque all'interno della
popolazione studentesca coinvolta nel
progetto, è quello che vede gli
alunni giunti in anticipo fra i banchi di
scuola primeggiare tanto
sui regolari che sui ritardatari, questi
ultimi, invece, penalizzati
durante tutto il percorso formativo.
Rilevante anche lo scarso
livello di conoscenza informatica ancora
largamente diffuso nelle
scuole.
Nessuna specifica valutazione è stata
riservata per gli studenti con
disabilità che - fatta eccezione per i casi
più gravi, i quali sono
stati esclusi dalla valutazione - sono stati
trattati alla stregua di
tutti gli altri studenti.
Il progetto che, in termini di costi, ha
comportato una spesa totale
di 813.000 euro pari a circa 25 euro per
allievo, rientra nel sistema
di riforma della scuola presentato dalla
Moratti il quale prevede,
appunto, la costruzione di un Servizio
nazionale di valutazione
dell'istruzione. «Questo progetto - ha
dichiarato il Ministro - ha lo
scopo di aiutare le scuole ad avere una
maggiore consapevolezza delle
proprie carenze, di diffondere una cultura
della valutazione e di
aiutare ad organizzare un sistema in grado
di dare risposte migliori.
E' necessario capire quali sono i nuovi
strumenti necessari a
garantire l'effettiva autonomia delle scuole
dal ministero il quale
deve convertire il suo ruolo dio gestore -
ha concluso Moratti, in
quello di ispiratore e controllore» .
(15 ottobre 2002) |
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