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L'autonomia scolastica come grimaldello per
scardinare e sostituire la riforma
del ministro Moratti. Sembra essere
questo l'obiettivo della Regione
Emilia-Romagna, che scende in campo con
un'iniziativa clamorosa presentata dagli
assessori all'istruzione, Mariangela
Bastico, e alle politiche sociali,
Gianluca Borghi.
L'azione progettata
dalla Regione e' in tre
mosse. Primo: la
consultazione del mondo della scuola,
della formazione professionale, degli
Enti locali e delle forze
sociali per valutare ben
tremila "idee-guida" per la discussione.
Secondo: l'attivazione di stati generali della
scuola emiliano-romagnola
per costruire, con la reale partecipazione di
tutti, la base per una
legge regionale costruita nello
spirito del nuovo Titolo V
della
Costituzione.
Terzo: l'approvazione di una legge regionale che
dovrebbe prevedere, tra l´altro, l'obbligo
scolastico sino a 15 anni,
percorsi integrati tra
scuola e formazione, assegni di studio per
insegnanti.
L'obiettivo? Creare un'alternativa regionale alla
riforma Moratti che sia
solida in quanto condivisa e che assicuri la
continuita' dei percorsi
formativi, la qualificazione degli insegnanti,
la valorizzazione delle
autonomie, l'investimento sui nidi e l'integrazione
dei disabili.
Il sito www.scuolaer.it raccoglie
proposte per quella che si
annuncia
come la contro-controriforma regionale.
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