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* INTRODUZIONE

Molti di noi, già a partire dalla carriera scolastica e anche
al livello di studi universitari hanno dovuto spesso
combattere con un elemento di disturbo nell'apprendimento
tanto presente quanto inevitabile: la noia. Chi non ricorda,
magari sorridendo, di aver frequentato lezioni su un argomento
potenzialmente interessante ma esposto purtroppo da un
relatore 'soporifero'?
La noia, sommata ad altri fattori critici come la complessità
eccessiva, lo scarso coinvolgimento e l'impossibilità di una
fruizione personalizzata dava, allora, un esito scontato:
l'abbandono della frequenza al corso, a meno che essa non
fosse obbligatoria.

Problemi simili, per non dire identici, si possono incontrare
quando si inizia a riflettere su come organizzare un corso
on-line che tenga letteralmente incollati gli studenti
davanti al monitor, tenendo conto del fatto che la gestione
della procedura didattica, cioè dell'ambiente di
apprendimento, viene affidata in gran parte alla
responsabilità dello studente.

Il docente di un corso on-line, come vedremo in particolare
per i cosiddetti gruppi virtuali - virtual teams - non è
più l'unica sorgente dell'esperienza di apprendimento ma
assume piuttosto le vesti di un consigliere, pur restando
fermo nel ruolo di colui che progetta e struttura i
contenuti del corso.

* I REQUISITI DEL CORSO

Quali requisiti deve, dunque, possedere un corso on-line
per risultare interessante e riuscire a mantenere alto il
livello di attenzione e impegno dello studente?
Alcune caratteristiche possono essere dedotte ascoltando
la testimonianza di una studentessa dello Utah che ha
partecipato con successo a un corso per imparare l'uso
di un applicativo.

Mary W. individua sostanzialmente quattro nuclei positivi
riguardo alla propria esperienza di studentessa on-line:
le informazioni sono facili da recepire e non sono affette
da inutili lungaggini; la grafica è ben gestita, cioè i
contenuti trovano nelle immagini un valido supporto; sono
presenti dei momenti di autoverifica, quindi dei test che
permettono di fare il punto della situazione rispetto ai
propri progressi o, per contro, di ricevere feedback che
rendono evidenti e aiutano a superare le lacune; infine,
il fatto che la navigazione attraverso i contenuti sia
flessibile e metta l'utente in grado di gestire
autonomamente il percorso formativo, per cui
"(.) if there is something I want to learn first, I can go
right to it."

Un altro elemento importante, aggiungiamo, è l'
interattività intesa nel senso più ampio del termine. Non
ci si riferisce quindi soltanto alla possibilità di
interagire con il computer, ma anche con altre persone:
con i docenti e i tutor per ottenere informazioni e aiuto
quando necessari, e con gli altri studenti tramite e-mail
o addirittura formando una vera e propria 'classe virtuale'.

* LE QUATTRO CONDIZIONI

A tal proposito Salmon (2000) individua a sua volta quattro
condizioni importanti per poter sostenere un buon grado di
interattività e aiutare gli studenti on-line a raggiungere
risultati soddisfacenti. Innanzi tutto il numero dei
partecipanti a un corso on-line deve essere appropriato e,
anche se su questo punto le opinioni sono fra le più diverse,
in generale il numero considerato ottimale è pressoché lo
stesso di una classe tradizionale.

Allo stesso modo, l'uso del tempo - seconda condizione -
assomiglia molto a quello che del tempo viene fatto in
situazioni non virtuali, mentre ciò che bisogna considerare
attentamente e in giusta prospettiva è il nuovo concetto di
tempo che l'apprendimento a distanza introduce.

Questa terza condizione risulta particolarmente interessante
poiché, ad esempio, un corso on-line può estendersi 24 ore
su 24 e 7 giorni su 7. Ciò significa che il docente si trova
a dover affrontare una serie di ostacoli direttamente connessi
alla possibilità di interagire o meno con lo studente.

In altre parole, il docente non può avere il controllo totale
sulle operazioni di apprendimento non solo per motivi di
lontananza fisica dallo studente, ma anche per il semplice
fatto che se lo studente si connette e accede al corso in orari
molto diversi da quelli dell'insegnante - pensate ai casi
potenzialmente ingenerati dalle differenze di fuso orario -
quest'ultimo non riuscirà a fornire immediatamente risposte o
assistenza.

Ultima ma non meno importante è la quarta condizione, ovvero
lo sviluppo delle comunità virtuali e la creazione di veri e
propri virtual teams, cioè di gruppi impegnati nella soluzione
di un problema e moderati da un istruttore.

La costituzione di gruppi mette in luce infatti una serie di
caratteristiche da considerare al fine di aumentare
l'interesse e il coinvolgimento degli studenti dei corsi
on-line.

* L'APPRENDIMENTO COLLABORATIVO

Da uno studio condotto da Kitchen e McDougal sui fattori
che determinano le valutazioni degli studenti rispetto alla
qualità di un percorso di apprendimento collaborativo
all'interno di un ambiente virtuale è emerso che il 70% degli
intervistati ha giudicato molto positiva l'esperienza
e, inoltre, ulteriori ricerche hanno dimostrato che i
corsi 'ibridi', cioè quelli in cui sono previsti anche incontri
reali tra le persone, sono risultati estremamente efficaci
sotto il profilo della student retention.

La collaborazione attraverso la costituzione di comunità è
dunque annoverata tra le maggiori strategie adottate da
docenti e progettisti per incrementare la motivazione degli
studenti ad apprendere e quindi a non abbandonare il corso;
le altre sono: la personalizzazione dell'istruzione,
l'orientamento delle attività verso un obiettivo, la
riflessione attraverso la discussione, la discussione tra
studenti gestita da uno studente-moderatore, l'utilizzo
delle mappe concettuali e, importantissima, l'esperienza
diretta attraverso l'interazione.

 

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