Nel 1168 gli Aztechi, una piccola tribù di cacciatori, lasciarono l'isola di Aztlan a nord del Messico. Continuarono a viaggiare per più di un secolo. La tribù azteca, approdò su alcune isole del lago paludoso di Texcoco. Qui trovò il segnale promesso dal suo dio, Colibrì Azzurro: un aquila con un serpente nel becco, posata su un cactus. Gli Aztechi chiamarono il luogo Tenochtitlan e costruirono le prime capanne intorno al tempio che avevano innalzato a Colibrì Azzurro.

Poiché non avevano cibo, furono costretti a sfamarsi con le rane e gli uccelli acquatici del lago. Dovettero pagare un tributo e combattere come mercenari per il vicino regno di Azcapatrolco. Il loro capo strinse alleanza con altre tre città tributarie e si ribellò a Azcapotzalco. Nel 1440 il re Montezuma iniziò la costruzione di grandi acquedotti per portare dalla terra ferma acqua alla città in continua espansione. Per ingrandire l'isola si strappò nuova terra al fondo del lago. La crescita della città, attirò artigiani toltechi, che vi si stabilirono e insegnarono agli aztechi a lavorare l'oro e le piume. Montezuma conquistò altri territori a sud e sulla costa del gallo e in città cominciarono ad arrivare i tributi dei vinti: polvere di oro, cacao e cotone, così si estese fino alle coste del Pacifico.