|
DIDATTICA CON GLI STRUMENTI MULTIMEDIALI: ALCUNE IDEE
Premessa
Queste considerazioni scaturiscono da una ormai lunga esperienza didattica all’interno della scuola; hanno solo il valore di testimonianza diretta, senza la presunzione di oggettività che caratterizza le indagini sociologiche o statistiche.
La scuola italiana (in particolare la media superiore) sta vivendo un periodo di rapido mutamento; e, come avviene in ogni momento di crisi, di passaggio, affiorano forti dubbi, profonde insoddisfazioni, differenti reazioni.
Forse anche per questo esiste ancora un profondo scollamento (almeno per ciò che riguarda le materie dell’area letteraria e umanistica; un po’ meno per quelle dell’area tecnico-scientifica) fra lo sviluppo delle tecnologie multimediali nella maggior parte dei casi ormai presenti nella scuola (laboratori, Internet, software didattici, cdrom) e la loro effettiva utilizzazione nella pratica didattica.
È bene comunque premettere con chiarezza che la conoscenza e l’uso didattico di strumenti multimediali non è, di per sé, condizione sufficiente per svolgere una buona ed efficace attività educativa; neppure la frequenza d’uso dei laboratori implica necessariamente una buona qualità d’insegnamento.
Bravo insegnante è colui che possiede una cultura vasta, solida e approfondita, ma che, soprattutto, sa trasmetterla agli studenti, mettendo in pratica la piú saggia ed antica massima pedagogica: docere delectando. Quando vi è coinvolgimento emotivo ed affettivo, sia da parte dell’insegnante che degli alunni, si riesce a comunicare, a trasmettere cultura; altrimenti la si impartisce solamente.
Proprio a questo fine i libri multimediali, se di buona qualità, sono un interessante ed utile mezzo, non un fine didattico; essi offrono l’occasione per un coinvolgimento anche ludico degli studenti; ma deve rimanere chiaro che il compito strategico del docente è soprattutto quello di insegnare a ragionare criticamente su questi strumenti di informazione, per non subirli in modo succubo e passivo
Il computer deve essere essenzialmente un dispositivo "amichevole" che ci incita a fare cose nuove, non solo a scoprire ciò che non sapevamo, ma anche a sapere che possiamo scoprire, inventare nuovi modi di conoscenza. "
Lo scarso uso didattico dell’informazione multimediale: probabili cause
Molteplici e complesse ragioni stanno alla base del limitato uso didattico dei libri multimediali e in genere delle tecnologie multimediali; proviamo ad elencarne alcune:
- esistono ancora in molte scuole difficoltà logistiche (aule e laboratori multimediali non adeguatamente attrezzati) e tecnico organizzative (mancanza di personale di supporto alla didattica) che impediscono un uso semplice e sicuro di questi strumenti; problemi che sono visti dalla maggior parte degli insegnanti come impedimenti insormontabili;
- mancano spesso ambienti di consultazione del materiale didattico multimediale analoghi alle sale di lettura delle biblioteche, nei quali insegnanti e studenti possano agevolmente consultare e studiare il materiale multimediale;
- manca spesso una mediateca aggiornata, facilmente consultabile e fruibile;
- è molto diffusa tra gli insegnanti la convinzione che l’uso di questi strumenti sia un'inutile perdita di tempo, soprattutto tenendo conto dell’impegno di lavoro connesso alla programmazione ed all’attività didattica, particolarmente gravoso per alcune materie. Ne deriva la convinzione che non valga la pena studiare e utilizzare questi nuovi mezzi di informazione;
- inoltre è ancora poco diffusa e troppo sporadica una reale programmazione didattica pluridisciplinare; è ancora troppo raro un coordinamento strategico fra i colleghi del medesimo consiglio di classe; ciò è dovuto alla disomogeneità, quando non eterogeneità, dei programmi; ma, probabilmente, anche alla scarsa conoscenza delle opportunità didattiche offerte da questi nuovi strumenti multimediali.
Il rischio della superficialità
Uno dei rischi piú comuni nell’avvicinarsi a questi media è di lasciarsi coinvolgere dalla loro spettacolarità e di affrontarne perciò la lettura in modo generico e superficiale, senza meditare criticamente l’informazione che si sta leggendo, o guardando, o ascoltando.
Ciò è facilmente verificabile, soprattutto, nel modo col quale i giovani affrontano questi mezzi d’informazione: essi per lo piú dimostrano una grande ed invidiabile perizia tecnica, non accompagnata però da un’adeguata meditazione critica; insomma il computer è usato nella maggioranza dei casi con superficiale e frettolosa passività (un problema analogo è riscontrabile anche nell’uso che i giovani fanno del codice linguistico, sia orale che scritto).
Credo che il compito principale della scuola debba essere quello di insegnare a non subire passivamente queste nuovi strumenti di informazione, ma di conoscerli e studiarli in modo critico e consapevole. Per ottenere questo è necessario, ovviamente, che l’insegnante li conosca, li selezioni, li sappia presentare criticamente.
Metodo e tecniche di lezione con i CDROM
Quando si svolge attività didattica con i CDROM è bene distinguere due momenti comunicativi diversi:
- un primo momento di lezione frontale, nel quale l’insegnante presenta la tecnica d’uso e i contenuti culturali fondamentali dei CDROM, proponendo agli studenti alcuni possibili percorsi didattici e un ventaglio di possibili ricerche da sviluppare autonomamente;
- un secondo momento di sperimentazione diretta ed individuale con il computer, per imparare a leggere autonomamente le pagine dei libri elettronici;
- infine le ricerche potranno essere presentate in classe, anche in forma multimediale; saranno oggetto di esposizione orale, elaborazione scritta, e faranno parte integrante del programma.
Un ipertesto particolarmente utile nella didattica
Uno dei migliori e piú interessanti libri multimediali oggi in circolazione, utilissimo sia per l’attività didattica che per l’aggiornamento dell’insegnante, è L’ENCYCLOMEDIA Guida multimediale alla storia della civiltà europea, a cura di Umberto Eco, Olivetti Opera Multimedia 1996-1998.
I volumi pubblicati sono Il Cinquecento, Il Seicento, Il Settecento, L’Ottocento.
L’ENCYCLOMEDIA è certamente uno dei piú interessanti ipertesti multimediali; non solo per la fama dei suoi collaboratori (che si chiamano Umberto Eco, Aldo Schiavone, Pietro Corsi, Anna Ottani Cavina, Roberto Leydi, Ezio Raimondi, Laura Barletta, Corrado Vivanti, Antonio Clericuzio e tanti altri), ma anche per la quantità e la complessità degli argomenti presentati; ma, soprattutto, perché consente agli insegnanti la possibilità di attuare un progetto didattico interdisciplinare. Certo la pluridisciplinarità è un progetto difficile e complesso da attuare, per tanti e complessi motivi.
È impossibile parlare di questo ipertesto senza sperimentarlo direttamente: come è assurdo parlare di poeti senza leggerne i testi, di artisti senza guardarne i quadri, di musicisti senza ascoltarne la musica.
Tuttavia ribadisco che l’Encyclomedia è uno strumento di lavoro molto interessante, che dovrebbe essere piú conosciuta e utilizzata nelle scuole.
La piú importante occasione didattica offerta dall’Encyclomedia è la programmazione di un lavoro interdisciplinare; è possibile infatti presentare un problema storico-culturale attraverso l’ottica di piú discipline; gli insegnanti potranno cosí coordinarsi a questo fine, individuando i nuclei tematici comuni.
È ovvio che questo comporta che tutti gli insegnanti del consiglio di classe siano interessati al progetto di lavoro interdisciplinare, conoscano i contenuti del testo in questione, e, soprattutto che ci sia la volontà di organizzare moduli didattici pluridisciplinari almeno per un certo periodo dell’anno scolastico.
Qui sta il vero busillis.
Carlo Briganti
E-mail: c.briganti@libero.it
|