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Il fondatore della dinastia INCAS, Manco Capac, era un eroe quasi mitico che uscì improvvisamente da una caverna, probabilmente nel 1200. La civiltà incas durò circa fino al 1532. Alla base dell’alimentazione era l’agricoltura, seguita dalla pesca e dalla caccia. Si contavano più di 30 specie di piante alimentari come patate dolci, manioca, mais, quinoa ( un’erba ). Nella agricoltura i progressi conseguiti dagli Incas furono notevoli: impianti di irrigazione, coltivazioni a terrazza, rotazione agraria, concimazione del terreno. Di carne si mangiavano i cani, le anatre, i porcellini d’India, i lama e l’alpaca.
La lana dell’alpaca insieme al cotone coltivato nella pianura, serviva per i tessuti più fini, mentre quella del lama era più rozza. Per gli utensili e gli oggetti di uso quotidiano si adoperavano legno ed osso, pietra e argilla. Di pietra e di legno erano, per esempio, le armi: clave e mazzuoli di pietra, asce di guerra, lance e fionde, balestre, mentre era sconosciuto l’arco; come arma d’attacco da lontano si servivano della palla da lancio (bolas). La lavorazione di metalli si limitava ad oggetti ornamentali e cerimoniali; si usavano l’oro e il bronzo, l’argento e lo stagno. La lavorazione dei metalli, la tessitura dei filati e l’arte della ceramica erano affidati ad artigiani specializzati. Le decorazioni di vasi e abiti erano prevalentemente geometriche. Sulle facciate e le pareti dei palazzi non vi erano decorazioni ma gallerie e nicchie, finestre e porte con la caratteristica forma a trapezio. frontale di lana di lama rossa con ornamento di piume. Egli era considerato "Figlio del sole" e sua moglie (a capo di un harem) "Dea della luna". Avevano un complicato sistema stradale che collegava il deserto con il mare e la montagna. Gli Incas pensavano che i morti vivessero al centro della terra e che ai nobili fosse riservato un paradiso particolare presso il dio del sole. Erano politeisti. Ignoravano l’uso del calendario e non ci sono giunti scritti né numeri. Il re portava, come simbolo della sovranità, una benda |
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