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Al di la' degli aspetti puramente organizzativi (che mi sembra assorbano
il 90% almeno delle energie di tutti quanti, direttori,
tutor, corsisti ecc.) sarebbe opportuno, a mio avviso, fermarsi un attimo a
riconsiderare non solo i "contenuti" dell'ECDL, ma anche l'aspetto
strutturale che, con la CM 55, si vuol dare alla scuola in relazione
all'impiego delle TIC.
Occorre prendere atto insomma che rispetto a questi temi e'
definitivamente tramontata la fase "pionieristica" e sperimentale che da
parecchi anni ha vissuto nella scuola, prima attraverso
sperimentazioni ministeriali (i famosi ex art 3 DPR 419/77) e con il PNI, poi con il
Multilab, poi con il PSTD.
Ora le TIC sono diventate, in qualche modo, strumenti didattici
"maggiorenni" e si apprestano a divenire "normalita'" nella scuola
italiana (almeno nelle intenzioni).
Cio' che mi domando spesso e' quanto, questo giusto e condivisibile
processo di "normalizzazione", tenga conto delle fasi pionieristiche e
sperimentali di cui sopra. Insomma, se per almeno un decennio la scuola
italiana, ha lavorato sul tema delle TIC i risultati, buoni o cattivi,
di questo lavoro sono stati presi in considerazione? Qualcuno si e' mai
preso la briga di spiegare agli insegnanti se le esperienze di Logo, di
utilizzo dei "pacchetti integrati", di ipertesti, ipermedia, lavori in
rete, didattica collaborativa, apprendimento con l'uso di programmi di
simulazione... sono serviti a qualcosa o sono tutte esperienze da
buttare nella pattumiera?
Ho come l'impressione che ancora una volta il "regnante di turno" abbia
deciso di ricominciare tutto da capo. Di fare tabula rasa del passato.
La risposta "office per tutti" che di fatto e' il succo culturale della
CM 55, mi pare una risposta assai misera in rapporto a quanto la scuola
italiana avrebbe meritato.
Sento poi da varie parti, ufficiali o meno, affermare che
l'"informatica" diventera' una "disciplina" come le altre e che sara'
"insegnata" fin dalla piu' tenera eta'. Sento, in questa ed altre liste,
lamentare una enorme confusione rispetto ai ruoli dei tutor che
diventano corsisti (o viceversa). Immagino le lotte al coltello nelle
scuole per accaparrarsi il posto da tutor A - corsista B - referente per
le tecnologie. Immagino le (giuste?) rivendicazioni degli ATA che non
vogliono essere tagliati fuori dalla gestione del "potere"
multimedial-telematico in rapporto ai corsi C sulle reti... Sento gia'
qualcuno, a livello regionale, parlare di albo dei formatori
"riconosciuti" dalle Direzioni Regionali (i corsisti B?). Sento insomma,
intorno al tema delle TIC, un accendersi della lotta per una certa forma
di potere, cioe' un riavvicinarsi dei temi propri del famigerato
"concorsone".
Forse mi sbaglio, forse sono io che sono un po' troppo critico, ma
quando constato che a questa estrema attenzione (e tensione) per aspetti
gerarchico-burocratico-creditizi corrisponde l'abisso culturale che si
accontenta dell'ECDL e dell'"office per tutti", allora decido che la
cosa non fa per me e mi ripropongo di starne fuori.
La scuola e la didattica (con o senza tecnologie) per me sono proprio
un'altra cosa.
Saluti
Alessandro Rabbone
responsabile dell'area Formazione On
Line del Didaweb
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