{"id":888,"date":"2018-11-14T01:15:47","date_gmt":"2018-11-14T00:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scuolidea.it\/sw\/?p=888"},"modified":"2018-11-14T15:50:07","modified_gmt":"2018-11-14T14:50:07","slug":"ricercatori-universitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scuolidea.it\/sw\/ricercatori-universitari\/","title":{"rendered":"Ricercatori universitari"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; custom_padding_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; next_background_color=&#8221;#F2F2FA&#8221; admin_label=&#8221;Header&#8221; _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243; use_background_color_gradient=&#8221;on&#8221; background_color_gradient_start=&#8221;#7876FE&#8221; background_color_gradient_end=&#8221;#99D1FF&#8221; background_color_gradient_direction=&#8221;130deg&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/lnx.scuolidea.it\/sw\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/marketing-bg6.png&#8221; parallax=&#8221;on&#8221; custom_padding=&#8221;7vw||15px||false|false&#8221; custom_padding_tablet=&#8221;100px||100px||true&#8221; custom_padding_phone=&#8221;||||true&#8221; bottom_divider_style=&#8221;ramp2&#8243; bottom_divider_height=&#8221;250px&#8221; bottom_divider_flip=&#8221;horizontal&#8221; bottom_divider_height_tablet=&#8221;150px&#8221; bottom_divider_height_phone=&#8221;110px&#8221; bottom_divider_height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; saved_tabs=&#8221;all&#8221;][et_pb_row custom_padding=&#8221;13px|0px|72px|0px|false|false&#8221; _builder_version=&#8221;3.2.1&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; text_font=&#8221;Roboto||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; text_font_size=&#8221;24px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;off|desktop&#8221; text_letter_spacing=&#8221;1px&#8221; text_line_height=&#8221;1.8em&#8221; text_text_shadow_style=&#8221;preset5&#8243; header_font=&#8221;Roboto|700|||||||&#8221; header_text_align=&#8221;center&#8221; header_font_size=&#8221;80px&#8221; header_font_size_tablet=&#8221;40px&#8221; header_font_size_phone=&#8221;32px&#8221; header_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; header_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_3_font=&#8221;Roboto|700||on|||||&#8221; header_3_text_align=&#8221;center&#8221; header_3_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; header_3_font_size=&#8221;24px&#8221; header_3_font_size_tablet=&#8221;16px&#8221; header_3_font_size_phone=&#8221;14px&#8221; header_3_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; header_3_letter_spacing=&#8221;10px&#8221; header_3_letter_spacing_tablet=&#8221;5px&#8221; header_3_letter_spacing_last_edited=&#8221;on|tablet&#8221; header_3_line_height=&#8221;2em&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; background_layout=&#8221;dark&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; inline_fonts=&#8221;Salsa&#8221;]<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Salsa; font-weight: normal; font-size: xx-large;\">Articoli, news, mondo scuola.<\/span><\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;Contact&#8221; _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243; background_color=&#8221;#F2F2FA&#8221; custom_padding=&#8221;0||0||true|false&#8221; saved_tabs=&#8221;all&#8221;][et_pb_row custom_width_px=&#8221;924px&#8221; custom_padding=&#8221;51px|0px|13px|0px|false|false&#8221; _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.0.47&#8243; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/www.scuolidea.it\/sw\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/35213670853_925c8d951d_b.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;on&#8221; align=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; max_width=&#8221;50%&#8221; border_radii=&#8221;|12px|12px|12px|12px&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243;]<\/p>\n<h1>\u00a0<\/h1>\n<h1><strong>RICERCATORI DETERMINATI: PERCH\u00c9 NOI NO?<\/strong><\/h1>\n<p>Da Cgil<\/p>\n<p><strong>&#8211; I ricercatori universitari invecchiano nel precariato, mentre in altri comparti della pubblica amministrazione i precari vengono stabilizzati. Perch\u00e8 noi no?<br \/><\/strong><strong>&#8211; L\u2019Italia \u00e8 capofila nei tagli all\u2019Universit\u00e0 e alla ricerca, mentre in altri paesi\u00a0<\/strong><strong>e<\/strong><strong>u<\/strong><strong>r<\/strong><strong>op<\/strong><strong>e<\/strong><strong>i si investe su questi settori. \u00a0Perch\u00e8 noi no?<br \/><\/strong><strong>&#8211; \u00a0Nei\u00a0 nostri\u00a0 atenei\u00a0 sperimentiamo \u00a0precariato \u00a0selvaggio \u00a0e\u00a0 lavoro \u00a0gratuito, mentre i nostri colleghi europei, che entrano in ruolo tra i 30 e i 35 anni, nel percorso precedente hanno diritti e retribuzioni adeguate. Perch\u00e8 noi no?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la grande crisi del 2008\/2009 l\u2019Italia ha consistentemente ridotto le risorse per scuola, universit\u00e0 e ricerca, in controtendenza rispetto a tutti i paesi OCSE. Negli ultimi 10 anni si \u00e8 ridimensionata strutturalmente la formazione superiore nel nostro paese: tagli al FFO (oltre un miliardo di euro dal 2008), blocco del turn-over (circa 15 mila docenti di ruolo in meno su 60.000, in particolare ordinari, con una riduzione percentuale che si aggira intorno al 25%), contrazione \u00a0dei \u00a0fondi \u00a0per \u00a0la \u00a0ricerca \u00a0(PRIN, \u00a0FIRB \u00a0e \u00a0FIRST \u00a0a \u00a0singhiozzo, \u00a0spesso ridimensionati rispetto gli anni precedenti), riduzione delle sedi e dei corsi di laurea (circa il 20% in meno). Tale livello di definanziamento, aggravato da un\u2019iniqua ripartizione delle risorse dovuta ai meccanismi di attribuzione premiale, ha messo in crisi la tenuta del sistema nazionale universitario, accrescendo i divari e penalizzando la parte pi\u00f9 debole del Paese. Conseguentemente, in risposta alla riduzione verticale del personale strutturati, la precarizzazione del lavoro di ricerca e di didattica \u00e8 arrivata a toccare soglie ben oltre quelle raggiunte dagli altri settori pubblici, sia in termini di ampiezza che di stagnazione del fenomeno. Ai circa 45.000 strutturati, si affiancano 3.300 ricercatori di tipo A e quasi 2.500 ricercatori di tipo B e circa 13.000 assegnisti di ricerca, necessari per garantire in tutti gli Atenei l\u2019ordinario e fisiologico lavoro didattico, di ricerca e in alcuni contesti persino istituzionale (dalla semplice partecipazione ai requisiti minimi per l\u2019attivazione dei corsi sino all\u2019attivo impegno in organi, commissioni ed attivit\u00e0 dell\u2019Ateneo). In particolare l\u2019assegno di ricerca -un contratto para-subordinato, rinnovabile fino a 6 anni, con scarsissime tutele, si e\u0300 rivelato essere la chiave di volta dello sfruttamento del lavoro precario nell\u2019Universita\u0300. Gli atenei non hanno esitato ad abusarne, evitando di bandire posti da RTD, piu\u0300 costosi e maggiormente tutelati dal punto di vista contrattuale. L\u2019universo dei precari dell\u2019universita\u0300 e\u0300 inoltre\u00a0 \u00a0composto\u00a0 \u00a0da\u00a0 \u00a0altre\u00a0\u00a0 figure\u00a0 \u00a0che\u00a0 \u00a0svolgono\u00a0\u00a0 attivit\u00e0\u00a0 \u00a0di\u00a0 \u00a0ricerca\u00a0 \u00a0con\u00a0 \u00a0contratti \u00a0di collaborazione, borse di ricerca (finanziate anche da soggetti esterni) o, spesso, gratuitamente. Con tutte queste figure si intrecciano coloro che svolgono attivit\u00e0 di docenza a contratto (senza essere strutturati), circa 19.000 nelle universit\u00e0 statali. Ci\u00f2 \u00e8 inaccettabile per il presente e il futuro dell\u2019Universita\u0300. E\u2019 a rischio, ormai da anni, la tenuta del sistema universitario italiano e quindi la sua funzione. Ne paga un prezzo altissimo tutto il paese, per primi coloro che sono chiamati a tappare i buchi di un sistema iniquo: i ricercatori precari che svolgono attivit\u00e0 di ricerca e didattica essenziali al funzionamento delle Universit\u00e0 e devono avere prospettive certe di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Al danno si \u00e8 aggiunta la beffa che in questo caso ha preso le sembianze di una singolare discriminazione dei precari dell\u2019universita\u0300. Sugli altri comparti della pubblica amministrazione \u00e8 intervenuta di recente la cosiddetta Legge Madia che consentir\u00e0, tramite un meccanismo di cofinanziamento, la stabilizzazione di un consistente numero di precari. Risulta a questo proposito paradossale la discriminazione dei ricercatori precari dell\u2019universita\u0300, figure analoghe, se non addirittura identiche, a quelle che operano negli enti pubblici di ricerca, ma ai quali non si offre nessuna prospettiva analoga di stabilizzazione o reclutamento.<\/p>\n<p>E\u2019 dunque urgente, a fronte della lunga fase di contrazione che abbiamo vissuto, che ha messo in discussione le condizioni di lavoro e di vita di un\u2019intera generazione di ricercatori, un piano straordinario di stabilizzazione e reclutamento, in grado di intervenire sulla piaga del precariato, insieme a una riforma del preruolo universitario che garantisca condizioni e prospettive di lavoro adeguate.<\/p>\n<p>Tutto questo deve incardinarsi su un rilancio del sistema universitario pubblico, con una ripresa\u00a0\u00a0 stabile \u00a0dei \u00a0finanziamenti \u00a0e \u00a0un\u00a0\u00a0 intervento \u00a0normativo \u00a0per \u00a0superare\u00a0\u00a0 le \u00a0tante contraddizioni\u00a0 prodotte \u00a0dalla \u00a0Legge \u00a0240\/2010 e \u00a0dai \u00a0successivi \u00a0interventi \u00a0legislativi, \u00a0per superare la logica delle eccellenze e garantire qualit\u00e0 della didattica, sviluppo della ricer ca e diritto allo studio in tutte le sedi del paese.<\/p>\n<p>In questa ottica, crediamo che siano necessari<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>1. <strong>STABILITA\u2019 PER GLI ATTUALI PRECARI DELL\u2019UNIVERSITA\u2019<\/strong>. L\u2019universita\u0300 non pu\u00f2 procedere a forza di interventi straordinari. Tuttavia \u00e8\u00a0 improrogabile\u00a0 sanare l\u2019enorme bacino di precariato (con anni di anzianita\u0300 di ricerca alle spalle) che si e\u0300 determinato in pi\u00f9 di un decennio per rispondere alle esigenze del sistema universitario drammaticamente sotto organico e per offrire una prospettiva alle tante e ai tanti che da anni svolgono attivit\u00e0 di ricerca e didattica nei nostri atenei. Serve dunque un intervento straordinario di reclutamento rivolto a chi ha tenuto in piedi in questi anni le nostre universit\u00e0, in analogia con quanto previsto per gli Enti Pubblici di Ricerca.<\/li>\n<li>2. <strong>RECLUTAMENTO ORDINATO E CICLICO<\/strong>. Oltre a sanare l\u2019attuale situazione di precariet\u00e0 bisogna impedire che si ricreino in futuro le stesse dinamiche. Chi intraprende il cammino verso la docenza universitaria deve avere reali prospettive di reclutamento. Per questo va attivato fin da subito, parallelamente al percorso di stabilizzazione dei precari storici una programmazione del reclutamento ordinata e stabile, non inferiore al numero dei pensionamenti previsti, da attuarsi anche attraverso la piena separazione, normativa e finanziaria, tra reclutamento e progressione di carriera, insieme all\u2019abrogazione del meccanismo dei punti organico.<\/li>\n<li>3. <strong>RIFORMA DEL PRERUO <\/strong>Per garantire tale reclutamento ordinario e stabile, garantire una condizione contrattuale adeguata in termini di retribuzione, diritti e tutele e \u00a0il\u00a0 pieno \u00a0riconoscimento \u00a0del \u00a0suo \u00a0ruolo \u00a0di \u00a0ricercatore \u00a0sancito \u00a0dalla \u00a0carta europea dei ricercatori \u00e8 necessario intervenire normativamente per riformare il preruolo. Occorre creare un\u2019unica figura di ricercatore a\u00a0 tempo determinato\u00a0 con contratto di lavoro subordinato che sostituisca le attuali figura previste dalla legge 240\/2010. Tale pre-ruolo unico deve ridurre drasticamente la durata complessiva dei contratti \u00a0postdoc \u00a0previsti \u00a0dalla \u00a0legge \u00a0240\/10 \u00a0(oggi \u00a012), \u00a0arrivando \u00a0almeno \u00a0a dimezzarla.<\/li>\n<li>4. <strong>FINANZIAMENTI <\/strong>Ci\u00f2 significa che al sistema universitario deve essere restituito quanto sottratto con i tagli dell\u2019ultimo decennio, ma anche che, piu\u0300\u00a0 in generale, devono essere previsti livelli di finanziamento ben diversi da quelli attuali e in linea con gli standard europei. Si tratta di attivare uno stanziamento straordinario per il reclutamento su citato e per l\u2019attivazione di nuove posizioni preruolo (in un preruolo riformato) ripensando complessivamente il peso dell\u2019Universit\u00e0 e ricerca pubbliche nel bilancio dello stato. La proposta qui presentata si muove su questi pilastri, fra loro inseparabili: piano di stabilizzazioni per i precari storici, ripresa di un un reclutamento ordinato e stabile, riforma del pre-ruolo universitario, ovviamente nel quadro di una ripresa dei finanziamenti.<\/li>\n<li><strong>1<\/strong><strong>. STABILITA\u2019 PER GLI ATTUALI PRECARI DELL\u2019UNIVERSITA\u2019<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019intervento straordinario di reclutamento orientato alla stabilizzazione degli attuali precari dell\u2019universita\u0300 e\u0300 necessario per traghettare il sistema verso un nuovo, pi\u00f9 efficiente e giusto, modello di organizzazione del pre-ruolo e del ruolo universitari e offrire risposte alle giuste aspettative di carriera degli studiosi abilitati e che si abiliteranno.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>a<\/em><\/strong><strong><em>. Ricercatori a tempo determinato di tipo a<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>In\u00a0 analogia con quanto previsto per i ricercatori degli Enti Pubblici di ricerca gli attuali ricercatori \u00a0a\u00a0 tempo \u00a0determinato \u00a0di tipo a1\u00a0 \u00a0con almeno \u00a0tre\u00a0 anni \u00a0di \u00a0contratto \u00a0alle \u00a0spalle (maturati anche con assegno di ricerca, borse di ricerca o docenze a contratto o altre forme contrattuali flessibili, negli ultimi 8 anni) gia\u0300 abilitati o che conseguono l\u2019abilitazione nel triennio \u00a0devono \u00a0poter \u00a0convertire \u00a0la \u00a0loro \u00a0posizione\u00a0 in\u00a0 quella\u00a0 di \u00a0ricercatore\u00a0 a \u00a0tempo determinato tipo b articolo 24 comma 3 attraverso una procedura riservata.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em> Assegnisti di ricerca<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per gli attuali assegnisti di ricerca2\u00a0 con almeno tre anni di attivit\u00e0 di ricerca alle spalle (maturati anche con borse di ricerca o docenze a contratto o altre forme contrattuali fless ibili negli ultimi otto anni) devono essere previste:<br \/>&#8211; procedure riservate per gli assegnisti abilitati ai fini del reclutamento nella posizione di ricercatore a tempo determinato articolo 24 comma 3 tipo b;<br \/>&#8211; procedure riservate, al fine di acquisire l\u2019abilitazione scientifica nazionale e poi poter avere accesso al ruolo, riservate agli assegnisti triennali in scadenza per il reclutamento nella posizione di ricercatore unico post doc (vedi paragrafo 3), o esclusivamente in via transitoria, a tempo determinato articolo 24 comma 3 tipo a.<br \/>Chiediamo sia una modifica legislativa che renda possibile per gli Atenei italiani attivare, sulla base dei propri fondi e della propria programmazione, tali procedure, sia uno specifico intervento economico per coprirne i costi.<\/p>\n<p>1 In analogia con quanto previsto dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75 ci si riferisce a coloro che risultino in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015 presso l&#8217;amministrazione, e che abbiano maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze dell&#8217;amministrazione in questione almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.<br \/>2 In analogia con quanto previsto dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 75 ci si riferisce a coloro che risultino titolari, successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l&#8217;amministrazione che bandisce la procedura comparativa; abbiano maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l&#8217;amministrazione in questione.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>c<\/em><\/strong><strong><em>. Proroga straordinaria delle abilitazioni di almeno quattro anni.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La normativa prevede che le abilitazioni scientifiche (ASN) siano valide per un periodo massimo di 6 anni. La lunga fase di contrazione delle risorse ed il blocco del turn over h a per\u00f2 impedito a molti, per diversi anni, di poter concretamente far valere le abilitazioni ottenute. Per alcuni Atenei queste difficolt\u00e0 perdureranno ancora per diversi anni, senza interventi strutturali di ri-finanziamento. Per questo, si chiede una proroga straordinaria di tutte le abilitazioni ottenute nel periodo 2012-2018 di almeno quattro anni, affinch\u00e9 queste condizioni non pesino ulteriormente su questa generazione di ricercatori.<\/p>\n<p>Pi\u00f9\u00a0 in generale, tuttavia, si tratta di accendere un faro\u00a0 sui mecca nismi dell\u2019abilitazione scientifica nazionale (ASN) costruita su parametri quantitativi talvolta iniqui e spesso astratti dal concreto lavoro di ricerca, applicata con procedure oscure, farraginose e talvolta astruse. Il tutto nel quadro della progressiva affermazione dell\u2019ANVUR, affermazione che ha sempre piu\u0300 \u00a0assunto \u00a0la \u00a0funzione \u00a0di\u00a0 vero \u00a0centro \u00a0direzionale \u00a0dell\u2019universita\u0300 \u00a0italiana, \u00a0imponendo parametri e obiettivi discutibili, che sono diventati determinanti per accedere a consistenti quote di finanziamento.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>2<\/strong><strong>. PIANO DI RECLUTAMENTO ORDINATO E CICLICO.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il piano straordinario orientato a stabilizzare gli attuali precari dell\u2019universita\u0300 sopra descritto e\u0300 necessario per recuperare la significativa perdita di docenti e ricercatori registrata in questi anni, oltre che per offrire doverosamente prospettive a tutti coloro che hanno tenuto in piedi i nostri atenei in anni di crisi. E\u2019 orientata quindi, a ripristinare le condizioni minime di funzionamento dell\u2019universita\u0300. Contestualmente, tuttavia, e\u0300 necessario garantire la ripresa di un reclutamento ordinato e stabile al 100% del turn over. Parallelamente, quindi, devono essere attivate nuove posizioni di RTD unico preruolo qui sotto descritto (in via transitoria RTDa e, successivamente, RTDb), nell\u2019ottica di un reclutamento che preveda una programmazione degli ingressi in ruolo in base al fabbisogno degli atenei, comunque non inferiore al numero di pensionamenti. \u00a0Per evitare il ricrearsi di sacche di precariato senza prospettiva l\u2019attivazione di contratti preruolo a sistema deve essere congrua e rapportata alle previsioni di un reclutamento tale da ripristinare i livelli adeguati di personale strutturato per gli atenei. In questa ottica, lo stanziamento e distribuzione delle risorse dovr\u00e0 prevedere un meccanismo di riequilibrio a livello territoriale e disciplinare, in modo da non accentuare le differenze oggi esistenti fra atenei e ambiti di ricerca. A regime, nel quadro della riforma del pre-ruolo qui proposta, si dovr\u00e0 prevedere sostanzialmente il rapporto di 1:1 tra il reclutamento di rtd unico (vedi paragrafo 3) e pensionamento di un docente strutturato.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>3<\/strong><strong>. RIFORMA DEL PRERUOLO<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Oggi il pre-ruolo e\u0300 una via crucis fatta di rinnovi di anno in anno di contratti precari, senza certezze, per una durata totale di 14 anni fra assegni, RTDa e RTDb, in cui \u2013 bene che vada<\/p>\n<p>\u2013 un \u201cgiovane\u201d ricercatore puo\u0300 ambire a diventare associato intorno ai 40 anni. In realta\u0300, con gli attuali livelli di reclutamento e tassi di abilitazione dell\u2019ASN, stimiamo che solo il 6,5% degli attuali assegnisti potra\u0300 ambire a una posizione strutturata, mentre piu\u0300 del 93% sara\u0300 espulso dal sistema universitario, il 27% dei quali al termine di un contratto da RTDa. E\u0300 ora di dire basta e di promuovere una radicale riforma del pre-ruolo universitario che sottragga i giovani ricercatori dal ricatto dell\u2019economia della promessa e garantisca loro condizioni di lavoro, di vita e prospettive adeguate.<\/p>\n<p><strong><em>C<\/em><\/strong><strong><em>ontratto RTD unico per il post-doc<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In ragione delle criticita\u0300 evidenziate, relative agli attuali contratti di assegno di ricerca, e con l&#8217;obiettivo di semplificare\u00a0 ed uniformare le forme di lavoro\u00a0 post-dottorale, proponiamo\u00a0 il superamento della forma contrattuale dell&#8217;assegno di ricerca (cosi\u0300 come normato dall&#8217;art. 22 della L.240\/2010) e del RTDa (di cui all&#8217;art.24, comma 3, lett. a), in favore di un unico contratto post-doc da Ricercatore a Tempo Determinato (RTD) con tenute track.<\/p>\n<p>Tale contratto dovrebbe prevedere un rapporto di lavoro di tipo subordinato in modo da garantire piene tutele sociali e previdenziali, incluso l\u2019accesso a forme di indennita\u0300 ordinaria di disoccupazione alla scadenza del contratto. Tale contratto, di durata di 4 anni, dovrebbe essere articolato in due livelli: <em>junior <\/em>(primi due anni) prevalentemente con compiti di ricerca; <em>senior <\/em>(ultimi due anni) anche con compiti di didattica. Il passaggio fra livello <em>junior <\/em>e <em>senior <\/em>non comporta un concorso, ma una valutazione sull\u2019attivita\u0300 svolta. Come \u00a0conseguenza \u00a0del \u00a0contratto \u00a0unico, \u00a0il \u00a0trattamento \u00a0economico \u00a0spettante \u00a0agli \u00a0RTD dovrebbe essere equiparato, per i primi due anni, a quello di un attuale RTDa e per gli ultimi due a quello spettante all\u2019attuale RTDb, ovvero fino al 30% in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Al fine di attivare uno strumento che consenta un adeguato apporto di lavoro di ricerca per i progetti attivati su fondi esterni e, contemporaneamente, di evitare ogni possibile abuso, si prevede una quota di posizioni RTD senza tenure track di durata di minimo 1 anno e massimo 2 anni, non rinnovabili. Tale quota non pu\u00f2 in ogni caso superare \u00bc delle posizioni di rtd unico con tenure track. Se cosi\u0300 non fosse si rischierebbe di assistere ad una proliferazione abnorme di contratti non-tenured, piu\u0300 economici per gli atenei, a scapito di quelli tenured, replicando la dinamica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni con gli assegni di ricerca.<\/p>\n<p><strong><em>R<\/em><\/strong><strong><em>I<\/em><\/strong><strong><em>FORMA DELLA DOCENZA A CONTRATTO<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Contemporaneamente al post doc \u00e8 necessario anche ripensare le docenze a contratto. La possibilit\u00e0 di usare tali figure anche per ricoprire\u00a0 le\u00a0 esigenze didattiche di base, come stabilito dal decreto Berlinguer del 1998, ha portato in questi ultimi 20 anni -in particolare a partire dal 2015 a seguito del dl 194\/2015- sia a una loro crescita numerica esponenziale, sia a un crescente carico delle loro mansioni a fronte anche del restringimento del corpo dei docenti. Gran parte di chi svolge docenze a contratto non risponde alla figura del professionista\u00a0 \u00a0esterno\u00a0 \u00a0con\u00a0 \u00a0alte\u00a0 \u00a0competenze, \u00a0bens\u00ec\u00a0\u00a0 ingrossa\u00a0 \u00a0le\u00a0 \u00a0fila\u00a0 \u00a0del\u00a0 \u00a0precariato accademico, alternando o sommando \u00a0tali contratti con assegni e borse di ricerca, ecc. Per questi ultimi, se responsabili di incarichi di insegnamento, \u00e8 necessario prevedere contratti annuali TD, il cui compenso va calcolato sulla base del complessivo carico dell\u2019attivita\u0300 didattica, carico complessivo che \u00e8 gi\u00e0 riconosciuto al personale strutturato (350 ore assegnate a professori, ricercatori TI e ricercatori TD). Una revisione del trattamento economico su base della complessiva attivit\u00e0 didattica va estesa anche alle figure di cui al comma 1, art. 23 della l.n. 240\/2010. Il rapporto tra ore di lezione frontale e attivit\u00e0 didattica complessiva \u00a0va \u00a0calcolato \u00a0gradualmente \u00a0a \u00a0decrescere \u00a0nel \u00a0loro \u00a0rapporto. \u00a0E\u2019 \u00a0nece ssario, inoltre, abolire la possibilit\u00e0 di stipulare docenze a titolo gratuito.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>4<\/strong><strong>. FINANZIAMENTI<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La priorita\u0300 e l\u2019urgenza degli interventi previsti deve in ogni caso esser ricondotta nel quadro generale di una vertenza per il rilancio del sistema universitario pubblico. Per questo \u00e8 imprescindibile un ritorno almeno ai livelli di finanziamento degli altri paesi europei (nel complesso, almeno 1,5 miliardi di euro all\u2019anno), in grado di garantire un adeguato rifinanziamento del fondo ordinario; il diritto all\u2019accesso e allo studio universitario (tasse e servizi); il recupero del potere d\u2019acquisto per il personale tecnico amministrativo (oltre che percorsi di sviluppo di carriera in linea con il comparto della conoscenza); il recupero dei diritti nelle progressioni di carriera dei docenti (scatti anzianit\u00e0); nuove risorse per la ricerca, a partire da quella di base e non finalizzata.<\/p>\n<p>In particolare le proposte di stabilizzazioni, reclutamento e riforma del preruolo possono sostenersi e giovare al sistema universitario solo se si accetta di mettere in campo precise misure per sostenerlo. In primo luogo e\u0300 necessaria l\u2019abolizione dei punti organico, la cui introduzione e ripartizione tra vari contratti ha fatto si\u0300 che la tipologia e la numerosita\u0300 dei posti banditi non fosse collegata alle reali necessita\u0300 di reclutamento, fornendo al contrario un pretesto per la proliferazione degli assegni di ricerca e lo scarsissimo reclutamento di RTD. Contemporaneamente \u00a0e\u0300 \u00a0necessario separare \u00a0i fondi \u00a0destinati al \u00a0reclutamento\u00a0 da\u00a0 quelli destinati alle progressioni di carriera, e garantire l\u2019introduzione di un vincolo nella ripartizione di tali fondi. Allo stesso tempo e\u0300 necessario che le ingenti risorse liberate di anno in anno dai pensionamenti siano indirizzate nella loro totalita\u0300 ai fini del reclutamento e delle progressioni di carriera. Cos\u00ec come vanno rese disponibili le risorse per inquadrare gli attuali RTI ad esaurimento nei ruoli per cui hanno conseguito l\u2019abilitazione.<\/p>\n<p><strong>R<\/strong><strong>uolo Unico della Docenza<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 necessario superare la distinzione ormai anacronistica di status accademico, ruoli e prerogative tra PO e PA in favore di un&#8217;unica figura di docente di ruolo dopo la tenure track del RTD unico, una figura da articolare su piu\u0300 fasce stipendiali.<\/p>\n<p><strong>C<\/strong><strong>onclusione<\/strong><\/p>\n<p>La riforma del pre-ruolo e l\u2019annesso piano di reclutamento e\u00a0 stabilizzazioni proposte si integrano a vicenda. Solo la loro implementazione congiunta \u00a0e\u0300 in grado di garantire la \u201cmessa in sicurezza\u201d del sistema universitario, premessa indispensabile perche\u0301 l\u2019universita\u0300 torni\u00a0 a \u00a0crescere \u00a0e ad \u00a0assumere \u00a0il\u00a0 ruolo \u00a0di\u00a0 motore \u00a0dello \u00a0sviluppo \u00a0sociale, \u00a0culturale \u00a0ed economico del Paese. Ad oggi migliaia di ricercatori sono costretti a lasciare l\u2019Universita\u0300 dopo anni di lavoro, con una dispersione di risorse e potenziale di sviluppo umane che erode nelle fondamenta la capacita\u0300 di innovazione dell\u2019intero Paese. Il piano di reclutamento qui avanzato restituisce una prospettiva alle migliaia di ricercatori precari, riportando in tempi brevi la numerosita\u0300 del personale strutturato ai livelli del 2008. Questo consentirebbe un deciso miglioramento dell\u2019offerta didattica e di ricerca del sistema universitario italiano.<\/p>\n<p><strong><em>Q<\/em><\/strong><strong><em>uesta \u00a0piattaforma \u00a0\u00e8 \u00a0da \u00a0intendersi come \u00a0una \u00a0bozza\u00a0 non \u00a0chiusa \u00a0n\u00e9 conclusa. \u00a0Al contrario vuole essere uno strumento a disposizione di assemblee da costruire nelle Universit\u00e0 e nei luoghi della ricerca. Le proposte qui avanzate sono quindi aperte a tutti coloro che vorranno contribuire, anche criticamente, nell\u2019ottica di costruzione di una piattaforma la pi\u00f9 possibile ampia, inclusiva e condivisa.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.flcgil.it\/universita\/precari\/precari-universita-verso-assemblea-nazionale-17-novembre-2018-roma.flc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">CONTINUA A LEGGERE\u00a0<\/a>&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.scuolidea.it\/sw\/articoli\/\">TUTTI GLI ARTICOLI<\/a> &gt;&gt;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; custom_padding_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; prev_background_color=&#8221;#F2F2FA&#8221; admin_label=&#8221;Call to action&#8221; _builder_version=&#8221;3.3.1&#8243; use_background_color_gradient=&#8221;on&#8221; background_color_gradient_start=&#8221;#7876FE&#8221; background_color_gradient_end=&#8221;#99D1FF&#8221; background_color_gradient_direction=&#8221;130deg&#8221; 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font-family: Salsa;\">Corsi di formazione accreditati dal MIUR &#8211; Carta Docente<\/span><\/h2>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;https:\/\/www.anitel.cloud\/fad\/&#8221; url_new_window=&#8221;on&#8221; button_text=&#8221;Esplora le proposte&#8221; button_alignment=&#8221;center&#8221; _builder_version=&#8221;3.17.6&#8243; custom_button=&#8221;on&#8221; button_text_size=&#8221;20px&#8221; button_text_color=&#8221;#5968af&#8221; button_bg_use_color_gradient=&#8221;on&#8221; button_bg_color_gradient_start=&#8221;#9ed8ff&#8221; button_bg_color_gradient_end=&#8221;#aaffdb&#8221; button_bg_color_gradient_direction=&#8221;90deg&#8221; button_border_width=&#8221;0px&#8221; button_border_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; button_border_radius=&#8221;12px&#8221; button_letter_spacing=&#8221;5px&#8221; button_font=&#8221;Roboto|700||on|||||&#8221; box_shadow_style=&#8221;preset3&#8243; box_shadow_vertical=&#8221;20px&#8221; box_shadow_blur=&#8221;30px&#8221; box_shadow_spread=&#8221;-10px&#8221; 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Da Cgil &#8211; I ricercatori universitari invecchiano nel precariato, mentre in altri comparti della pubblica amministrazione i precari vengono stabilizzati. 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